A proposito di innovazione e risparmio energetico si guarda spesso ad  esempi per lo più del nord Europa o al limite del nord Italia.
Con questo articolo invece Legambiente Giulianova darà uno sguardo alla nostra cittadina e a un impianto che ha precorso i tempi nell’applicazione di tali tecnologie.
            Si tratta dell’impianto di cogenerazione con teleriscaldamento realizzato a Giulianova alta, nel polo ospedaliero e scolastico.
Come molti ormai sapranno, il teleriscaldamento è una rete impiantistica che permette di riscaldare molteplici utenze con una o più caldaie centralizzate, che date le notevoli dimensioni e i controlli continui permettono di ottenere rendimenti più elevati delle caldaie domestiche, insieme ad emissioni in atmosfera di gran lunga ridotte.
Oggi, grazie a contatori che misurano la quantità di calore ceduta ad ogni singola utenza, è possibile recapitare bollette personalizzate in base al calore richiesto in tutta autonomia dal consumatore finale. In tal modo si risolvono i classici problemi del riscaldamento centralizzato, che imponeva la stessa temperatura e la stessa bolletta per tutti. Con i nuovi contatori è quindi possibile pagare solo il calore richiesto e prelevato*.      
La cogenerazione è la migliore tecnologia disponibile per avere un teleriscaldamento con la massima efficienza, fino al’87%, e quindi col minimo costo e con un’ulteriore diminuzione delle emissioni. In pratica le centrali termoelettriche, siano esse a fonte fossile -gasolio,  carbone o metano- o rinnovabile -biogas, biofuel o legna- ricavano energia dalla combustione. In tal modo il rendimento è in genere inferiore al 50%**, ossia metà dell’energia viene dispersa come calore; per confronto si consideri che le nostre auto hanno un rendimento intorno al 35%, pertanto i due terzi del carburante che acquistiamo alla pompa serve principalmente a produrre il calore del motore che viene disperso attraverso il radiatore.
La cogenerazione invece recupera il calore che si genera nella combustione, sia che essa avvenga in caldaia per produrre vapore o all’interno dei motori dei gruppi elettrogeni. Tale calore viene quindi utilizzato per il riscaldamento, e poiché si tratta di quantità rilevanti la soluzione migliore è il teleriscaldamento che distribuisce tale calore a numerose utenze***.
In sintesi l’energia viene utilizzata due volte, e quindi si ha un risparmio molto significativo nel consumo di combustibile e nelle relative emissioni in atmosfera, come dimostra la simulazione fatta dall’ARPA della Regione Emilia Romagna per l’impianto di Casalecchio di Reno (BO).
Impianto di teleriscaldamento di Casalecchio di Reno: confronto tra le simulazione delle emissioni di NO2
dovuti alle caldaie domestiche (sopra) e all’impianto di cogenerazione (fonte ARPA Emilia Romagna).
Centrale nel padiglione Ovest dell’Ospedale:  l’edificio basso a sinistra è la centrale di cogenerazione, si nota il camino che sale lungo l’estremità del padiglione ospedaliero.
   Nel caso di Giulianova la cogenerazione è realizzata mediante due centrali a metano per un totale di 1.200kWe (1,2MWe).
            Molto significativa è la collocazione degli impianti: uno all’interno del padiglione ovest dell’ospedale e l’altro all’’interno dell’istituto Pagiaccetti, costituito da scuola media e da istituto professionale IPSIA, in adiacenza al padiglione est dell’ospedale.
 
Il cogeneratore della scuola Pagliaccetti, adiacente al campetto; sullo sfondo il padiglione est dell’ospedale.
Il cogeneratore, sulla destra, con sullo sfondo la palestra scolastica –a sinistra- e le aule, al centro.
Va sottolineato che le foto sono state scattate con l’impianto in pieno funzionamento.
Immagine satellitare con l’impianto schematizzato: in piccoli rettangoli rossi di sono le due centrali, le linee rosse la rete e in giallo sono campite le strutture allacciate.
Dettaglio dei camini: la foto è stata scattata in pieno funzionamento, i fumi sono pressoché invisibili.
   Stesso discorso vale per la rumorosità: si avverte lo stesso brusio di una normale centrale termica di riscaldamento, impercettibile già a pochi metri, e che comunque sarebbe totalmente eliminabile con minimi costi aggiuntivi qualora fosse necessario.
            La doppia centrale permette di soddisfare molteplici utenze raggiunte dalla rete di teleriscaldamento: padiglioni est e ovest dell’Ospedale Civile, Piccola Opera Caritas e Centro Culturale San Francesco, Convento benedettino del Santo Volto, IPSIA e scuola media Pagliaccetti, Liceo Scientifico e Istituto Tecnico Cerulli.
Il tunnel che collega i due padiglioni dell’ospedale: i tubi di andata –acqua calda- e ritorno –acqua fredda- sono quelli più grandi al centro, opportunamente coibentati.
La rete di teleriscaldamento è comunque un sistema flessibile, in grado di escludere o aggiungere utenze vicine: nei pressi ci sono anche il Tribunale, l’Istituto Gualandi che ospita l’Università, l’Istituto Alberghiero, Giocolandia e numerose abitazioni, che potrebbero nel tempo allacciarsi.
Allo stesso modo è possibile aggiungere altre unità di cogenerazione, magari alimentate da altre fonti diverse dal metano, così da differenziare anche le fonti di approvvigionamento.
            L’impianto fu finanziato con fondi europei nel lontano 1992 –ne diede notizia anche il Sole 24ore- per un importo di 3.750.000.000£.
            Completato e collaudato nel 1996, è stato dato in gestione a una società privata che lo ha messo in funzione nel 2008.
 
Alessandro Tursi – alessandro.tursi@hyle.eu
 
*Il contatore del teleriscaldamento moltiplica la quantità di acqua calda che transita per la differenza di temperatura in entrata e in uscita, in pratica misurando le calorie cedute.
 
**Il rendimento aumenta all’aumentare della dimensione degli impianti, e comunque il massimo oggi ottenibile è circa il 55% per il solo caso delle centrali a metano turbogas a ciclo combinato, e per potenze intorno ai 1.000MWe.
 
***Nei casi di impianti industriali il calore può anche essere utilizzato per specifiche lavorazioni, oppure qualora il cogeneratore si trovi in zona agricola esso può fornire prezioso calore alla serricoltura.
Ecotecnologia in punta di piedi: 
il teleriscaldamento in cogenerazione di Giulianova