SE CI GIRANO LE “EOLICHE”...DIAMO I NUMERI
 
EOLICO VS NUCLEARE

Sui media si sente insistentemente ripetere che il nucleare è indispensabile, e che le fonti rinnovabili sono e saranno trascurabili come contributo energetico globale. Tuttavia i dati, anzi i “numeri”, sull’argomento sembrano indicare una realtà piuttosto differente.
Come primo esempio basti confrontate la potenza nucleare complessiva in Italia nel 1987, alla vigilia del referendum che portò alla loro chiusura, con le potenze eoliche oggi installate nel nostro paese.
Le centrali nucleari allora in funzione erano 3 (Garigliano era stata già dimessa nel 1982):
Trino Vercellese 242 MW
Latina 200 MW
Caorso 840 MW      

Totale 1.282 MW 

Fonte: Lorenzo PINNA –“La breve parabola del nucleare nostrano”, da Limes – rivista italiana di geopolitica, n.6/2007 – “il clima dell’energia”.

La potenza eolica installata in Italia ammontava, a fine 2007, a 2.726MW, oltre il doppio del nucleare! Da proiezioni dell’ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) si stima che nel 2020 (quando la prima “nuova” centrale nucleare non potrà certo essere ancora entrata in funzione) l’Italia dovrebbe raggiungere una potenza eolica installata di 16.200 MW, pari a 16 grandi centrali nucleari –i reattori francesi AREVA- da 1.000MW ciascuna.
Se poi consideriamo che l’Italia dei veti non brilla per numero di impianti eolici, a causa di pregiudizi (sotto)culturali e di ben venti burocrazie regionali sostanzialmente nemiche dell’eolico, si può valutare quale sia l’enorme potenziale di questa fonte.
Per confronto con i nostri 2.726 MW eolici si considerino, in ordine crescente, i paesi più virtuosi in questo campo:
Germania 22247 MW
Stati Uniti 16818 MW
Spagna 15145 MW
India 8000 MW
Cina 6050 MW
Danimarca 3125 MW
Italia 2726 MW




Senza voler proseguire con le cifre si segnala che da circa dieci anni le nuove installazioni eoliche superano annualmente le nuove installazioni nucleari per potenze complessive, e la forbice si allarga, Non solo: si prevede per il 2010, quindi tra appena due anni, che anche il solare fotovoltaico supererà il nucleare quanto a nuova potenza installata annualmente (solo il nuovo stabilimento italiano che entrerà in produzione nel 2009 presso Ivrea sfornerà moduli fotovoltaici per 500MW/anno, pari ad una centrale nucleare ogni 2 anni). 
Bisogna poi aggiungere che a fronte della crescita esponenziale delle fonti rinnovabili, il nucleare sul medio periodo non crescerà, bensì diminuirà a livello globale, poiché le centrali in dismissioni superano quelle in progetto. Anche perché l’AIEA prevede il picco della produzione di Uranio tra il 2025 e il 2035, cioè quando dovrebbero entrare in funzione le nuove centrali italiane: è come se qualcuno, prevedendo il picco del petrolio del 2007 –che si è regolarmente verificato con aumento del 200% del costo del barile-  avesse programmato di realizzare nuove centrali a oli combustibili per il 2008.
Il nucleare infine non risulta conveniente sul piano economico, rispetto alle rinnovabili. Il costo di costruzione è infatti di circa 2.000€/kWp, e altrettanto è il costo di dismissione (il decommissioning), con un totale di 4.000€/kWp ( per tacere del problema plurisecolare delle scorie e relativi costi). Per confronto l’eolico costa circa 1.200€/kWp, e il fotovoltaico è sceso fino a 4.500€/kWp per grandi impianti, e il calo dei costi prosegue a ritmi sostenuti e durevoli.
Il potenziale delle fonti rinnovabili è enormemente superiore alle esigenze dei consumi energetici umani, ma perché questa prospettiva non sembri una chimera bensì una realtà possibile è necessario fare chiarezza con serenità e senza pregiudizi:
 l’energia,  che ci piaccia o meno, non appartiene a bandiere politiche o ideologiche, bensì alla fisica che regola il nostro universo.

Arch. Alessandro Tursi

alessandro.tursi@hyle.eu




APPROFONDIMENTI
PERCHE’ NO AL NUCLEARE

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